IL FRIULI E IL VINO BIANCO
Il Friuli E' la regione che ha aperto la strada al resto d'Italia
verso il vino bianco di alta qualità e resta tutt'ora un
punto di riferimento.
Di grandi chardonnay e di grandi sauvignon al mondo ce ne sono
tanti, prodotti in diverse zone del pianeta e quindi anche qui;
ma qui c'è qualcosa di unico: i vitigni locali, elaborati
con tecniche tramandate di padre in figlio che danno vita a vini
con profumi unici e di gran classe che non troviamo in nessun
altro posto. Qui i vini si fanno con il pinot bianco, con il pinot
grigio, con il tocai friulano, con la ribolla
gialla, con il verduzzo, con la malvasia istriana
e con il picolit che è sicuramente il più interessante
fra tutti per via del suo aborto floreale spontaneo che mantiene
le rese bassissime e può soltanto dare vini di grandissima
struttura.
Tra i rossi c'è una tradizione consolidata di merlot e
cabernet, ma tra i vitigni locali c'è da aspettarsi grandi
cose dal refosco dal peduncolo rosso, dallo schioppettino e dal
pignolo.
Come parlare del Friuli e non parlare di grappe? Un altro prodotto
unico di questa terra, altrove imitato ma mai eguagliato.
Per i fortemente interessati alla viticoltura possiamo aggiungere
che circa la metà delle barbatelle, che poi sono quei pezzi
di vite da piantare per terra per far crescere una vigna, sono
preparati qui ed esportati in tutto il mondo. Non solo produzione
quindi ma anche studio ampelografico, studio del rapporto vitigno/terreno,
innesti, scelte clonali.
Qui c'è la Borgogna, qui c'è l'Alsazia, qui c'è
il Reno, qui c'è il Tokaji insomma... qui c'è il
Friuli Venezia Giulia !
Itinerario
eno-gastronomico - Friuli: il Collio goriziano.
Il Cóllio Goriziano, costituito da una serie di pendii
aperti sul Mar Adriatico, è area di particolare pregio
per la viticoltura.
L'itinerario parte dalla città di Gorizia: da visitare
il Duomo del XIV secolo, e il Museo di Storia e Arte, che espone
una ricca collezione di reperti.
Per una sosta piacevole e golosa: ristorante Alla Lanterna d'oro:
assaggerete piatti tradizionali come la gubana, la pinza goriziana,
il mandorlato di marzapane, il prosciutto affumicato.
Lasciata Gorizia, si scende verso la pianura bagnata dal fiume
Isonzo, dove sorge la città di Gradisca d'Isonzo. Da segnalare
il ristorante Il Melograno, dove assaggerete la marcundela, tipica
salsiccia friulana, il pane con la zucca, dolce che si può
intingere anche nel vino. Non tralasciate una visita all'Enoteca
Regionale, nel palazzo dei Provveditori, un'esposizione completa
di tutti i vini delle DOC friulane.
Da Gradisca d'Isonzo si risale verso il Cóllio e si giunge
a Capriva del Friuli. Da visitare il castello, fortezza del XIII
secolo, oggi sede di un'azienda vinicola. Tappa obbligata il ristorante
La Tavernetta al Castello, che offre un percorso gastronomico
interessante grazie alla passatina di finocchio con gamberoni,
la zuppetta di porro, le capesante ai ferri, la lombata di agnello
con patate e rosmarino, i filetti di pesce di stagione con verdure.
Procedendo, si arriva, infine, a Dolegna del Cóllio: il
famoso ristorante Al Castello dell' Aquila d' Oro, propone piatti
notevoli come la crema di patate con foie gras, i cannoli di bue
con caprini di grotta e olio, il ventaglio di zucca gialla, ricotta
affumicata e zafferano, la suprême d'anatra al miele tartufato,
l'involtino di peperone dolce ai gusti decisi e la spuma al croccante
in salsa fondente. Indimenticabile.