PIEMONTE

ASTI CUORE DEL PIEMONTE
Asti, capitale del Monferrato e di Astesana, lambita a sud dal fiume Tanaro, situata a 50k da Torino e a 100 da Genova e Milano, è nota nel mondo per la sua prestigiosa produzione vinicola e la tradizione medievale della corsa del Palio. Città vivace, di origine romana, patria del trageda Vittorio Alfieri, ma anche del cantautore Paolo Conte, è caratterizzata da un centro storico di impianto medievale, punteggiato da torri e da case-forti, testimonianze di un passato glorioso soprattutto per le intense attività commerciali che gli astigiani intessevano con la Savoia, le Fiandre, il Delfinato, la Provenza. Dunque città europea sin dal XIV secolo, Asti ha comunque saputo mantenere una dimensione a misura d'uomo nella quale è piacevole vivere e che il turista può visitare a piedi, assaporando le emozioni di una passeggiata tra le botteghe del centro storico.
Il territorio circostante, ricco di dolci colline coltivate a vigneto, è meta di un turismo gastronomico qualificato ed esigente che apprezza la gustosa cucina locale abbinata a grandi vini.
ITINERARIO IN CITTÀ
La visita alla città è una piacevole passeggiata a piedi lungo l'asse viario principale che attraversa Asti da est a ovest: l’antica Via Maestra, oggi Corso Alfieri è lo scrigno che contiene i monumenti più importanti. A partire dall'estremità est troviamo il complesso di San Pietro composto dalla chiesa rotonda, dalla cappella Valperga, dal chiostro e dall'antica casa della commenda. Il complesso appartenne sin dal XII secolo ai Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme poi di Rodi, poi di Malta, una delle più antiche istituzioni monastico-cavalleresche che si dedicavano all'ospitalità per i pellegrini. L'interno ospita il Museo Paleontologico e Archeologico.
Proseguendo verso l'isola pedonale si apre l'affascinante scenario di Piazza San Secondo, cuore della città.
Riprendendo il cammino lungo Corso Alfieri si incontrano le vestigia di Asti medievale: torri e palazzi che ancora conservano il loro fiero aspetto, testimonianza di passati fasti. Superata Piazza Roma e Piazza F.lli Cairoli si giunge in Piazza Cattedrale dove appare la mole austera del duomo intitolato a Maria Assunta. La fabbrica del Duomo, in stile gotico piemontese, risale al XIII secolo, anche se, all' interno, le decorazioni sono di epoca più tarda (sec. XVIII).
Usciti dalla Cattedrale si ritorna su Corso Alfieri per ammirare, sulla destra, la Torre Rossa o di San Secondo, in cui, secondo la leggenda, è stato imprigionato il Santo. Più probabilmente si tratta di una delle porte della cinta muraria di età augustea rimaneggiata in epoca romanica.
Ritornando sui propri passi in Corso Alfieri, vale una visita la suggestiva ed unica Cripta di Sant'Anastasio (risalente all'VIII secolo) recentemente restaurata e aperta al pubblico che costituisce il nucleo centrale del museo omonimo. Sculture, frammenti architettonici e capitelli raccontano la storia della città dall'VIII al XVIII secolo.
In città vi consigliamo la suggestiva Osteria del Diavolo, Piazza San Martino 6 – tel. 0141.30221 – chiuso lun. e mart. (euro 25-40) e il ristorante Gener Neuv, Lungotanaro del Piscatori 4 – tel. 0141.557270 – chiuso lun. e dom. (euro 50-75).
INFORMAZIONI E ORARI DI VISITA: Comune di Asti Ufficio Turismo
0141/3994820 turismo@comune.asti.it - www.comune.asti.it

 

Bricchi
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Osteria del DiavoloOSTERIA DEL DIAVOLO
14100 Asti - Piazza San Martino,
4 Tel: 0141/30221

Sito: osteriadeldiavolo@virgilio.it email: www.osteriadeldiavolo.it"
All'Osteria del Diavolo il menù viene aggiornato quotidianamente. Tra gli antipasti troverete però sempre un ottimo salume accompagnato dalle calde "fugasette" o qualche sformatino di verdure stagionali; tra i primi un fumante minestrone o una ricca zuppa di ortaggi, legumi e cereali scelti con attenzione; tra i secondi potrete gustare le trippe in umido della nonna, lo stoccafisso, le sempre fresche acciughine fritte accompagnate da un cicorino tagliato fine, fine o la polenta come si mangiava un tempo nelle nostre case. In ogni caso tutti i piatti che appartengono alla tradizione contadina piemontese con, ogni tanto, qualche "infiltrazione" proveniente dalla vicina e a noi cara Liguria. Inoltre ogni sera vi proponiamo (ben evidenziati dalla chiocciolina sul menù) almeno uno dei 198 prodotti alimentari che SlowFood ha deciso di "presidiare" con lo scopo di valorizzarli e di preservarne le, talvolta minuscole, produzioni."

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