La storia del Monferrato e dei Marchesi Incisa della Rocchetta, le cui origini risalgono a prima dell'anno Mille, muovono di pari passo sin dalla fondazione leggendaria del Marchesato Aleramico. La viticoltura e la vinificazione, praticate da secoli dalla famiglia, furono avviate probabilmente da monaci benedettini, a cui i Marchesi Incisa consentirono di impiantare vigneti sulle colline del feudo di Rocchetta Tanaro. La loro presenza è ancora oggi testimoniata dalla cappella votiva di S.Emiliano, eretta nell'omonimo vigneto di famiglia.
Nell'Ottocento, il Marchese Leopoldo Incisa (1792-1871), membro della Reale Accademia di Agricoltura in Torino, contribuì significativamente al miglioramento delle conoscenze enologiche e ad una più precisa definizione del panorama ampelografico dell'epoca. La sua collezione di vitigni, esposta in Castello poco dopo la metà del secolo, gli valse, per ampiezza e varietà, la stima e il riconoscimento dei maggiori esperti del tempo.
Forti di questa tradizione, i Marchesi Incisa della Rocchetta continuano ad applicare ricerca scientifica e innovazione tecnologica per aumentare la qualità dei loro vini e salvaguardare l'ambiente. Ne è testimonianza il fatto che alcuni dei migliori vigneti della famiglia si trovano oggi nell'area del Parco Naturale di Rocchetta Tanaro, voluto dal Marchese Mario Incisa (1899-1983), già fondatore e presidente del WWF Italia.