ANTIPASTI
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DESSERT
 
 
 
 
 
 
 
 

IL GHEMME CON…
Si abbina felicemente, oltre che ai secondi, anche ai primi piatti ben strutturati. Un esempio tipico della tradizione gastronomica lombardo-piemontese è fornito dal Risotto con le quaglie. Si tratta di un piatto saporito, preparato oltre che con le quaglie, con pancetta, funghi, brodo, vino e burro. La cottura prolungata senza dispersione di sapori, la concentrazione del vino e del brodo danno vita a una preparazione ricca e dal sapore intenso, adeguatamente diluito dalla presenza del riso. La quaglia, una volta cotta, ha sapore più ricco del pollame in genere; la cottura contribuisce a concentrare i sapori, più che a disperderli, valorizzando pertanto la preparazione e consentendo, di conseguenza, di cogliere vaghe note piacevolmente selvatiche. La carne non ha però la struttura di quelle rosse e pertanto richiede un vino piacevolmente corposo, senza per questo che prevalga sul sapore dei volatili come farebbe un rosso invecchiato e austero. Il Ghemme, rispondendo a tali caratteristiche, si rivela il vino adatto a essere abbinato al risotto.
Altri vini per il risotto con le quaglie
Il risotto con le quaglie, oltre che con il Ghemme, può essere servito con numerosi altri vini rossi. In Piemonte va preso in considerazione il Roero in quanto ha struttura per certi versi simile a quella del Ghemme. Il Barbera dei Colli Piacentini è un vino che presenta una corposità adeguata al piatto. Sono inoltre vini adatti a questo abbinamento lo Schioppettino dei Colli Orientali del Friuli, intenso e profumato; il Sangiovese di Romagna, capace di essere corposo e al tempo stesso delicato; il Chianti, scelto piuttosto giovane, dall'inconfondibile profumo di viola mammola; il Montefalco Rosso, vino caldo e suadente; il Cesanese del Piglio, morbido, leggermente amarognolo, asciutto; il Vesuvio Rosso, Sècco, armonico, saporito e persistente.

TEROLDEGO ROTALIANO ROSSO CON…
Le produzioni di Teroldego Rotaliano Rosso possono accompagnare preparazioni saporite, ma al tempo stesso delicate, come quelle ottenute impiegando la carne bianca; gli Involtini di vitello alla salvia forniscono un esempio rappresentativo di questo genere di portate. La polpa, tagliata a fette sottili tipo scaloppine, è farcita con prosciutto cotto e con formaggio, quindi arrotolata. La presenza della salvia armonizza bene con la carne bianca. La cottura degli involtini, che si effettua generalmente utilizzando per condimento il burro, vede spesso l'impiego di vino, o di brodo, che conferiscono maggiore sapidità al piatto. Durante la cottura la carne assume sapori più intensi così da richiedere di essere accompagnata da un vino rosso; questo però deve essere, come il Teroldego giovane, di corpo, ma aggraziato, così che involtini e vino possano valorizzarsi reciprocamente.
Gli altri vini per gli Involtini alla salvia
Oltre al Teroldego, si possono abbinare agli involtini numerosi vini rossi. Accompagnano bene il piatto il Riviera di Ponente Ormeasco, caratterizzato da corpo garbato; il Lagrein Dunkel dell'Alto Adige, di aggraziata struttura; il Sangiovese di Romagna, capace di essere corposo e al tempo stesso delicato; il Chianti delle Colline Pisane, scelto piuttosto giovane, dall'inconfondibile profumo di viola mammola; il Cesanese del Piglio, rosso dotato di carattere e tipicità; il Biferno Rosso vellutato, con sentori di frutti di bosco; il Cirò Rosso, che unisce forza e gentilezza così da accompagnare adeguatamente gli involtini.

IL VALPOLICELLA DOC CON…
Il Valpolicella DOC, meglio se giovane, si abbina a piatti di carne non molto impegnativi come il Coniglio arrosto. La sapidità pur delicata di questa preparazione è evidenziata dalla cottura arrosto, che tende a concentrare i sapori, e alla formazione di una crosticina dorata, che rende la carne più saporita.
Il Valpolicella, in quanto vino rosso, si adatta bene con le caratteristiche della port5 Febbraio, 2007 da non coprirne i riflessi aromatici più sottili conferiti alla preparazione da altri ingredienti quali le erbe odorose.
Altri vini con il Coniglio arrosto.
Abbiamo scelto vini Rosati e Rossi, questi ultimi devono essere leggeri, delicatamente fruttati, freschi ed eleganti. Consigliamo pertanto la Freisa d'Asti, la Bonarda dell'Oltrepò Pavese, il Lago di Caldaro, vini da cogliere in giovinezza. Anche il Sangiovese di Romagna, nelle versioni più leggere come quella riminese, bene si accosta alla vivanda. Ma con il coniglio arrosto non può mancare il Rossese di Dolce Acqua che tradizionalmente viene proposto con questo piatto, ricetta tipica della cucina ligure. Servitelo inoltre con il Rosso dei Colli Altotiberini, oppure con l' Aprilia Sangiovese. Potete inoltre stappare l'Aglianico del Taburno molto giovane oppure rosato, il Sant'Agata di Capo Rizzuto, anch'esso rosso o rosato e, in stagione, pure un novello come il Lizzano o il Salice Salentino. Un altro rosso che risponde alle caratteristiche di leggerezza richieste è, infine, il Monica di Sardegna.

 
ultimo aggiornamento 5 Febbraio, 2007 www.enotour.net ©