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IL BAROLO CON…
IL BAROLO trova nel “Brasato al Barolo” un elevato livello di affinità. Il piatto, se ne analizziamo i sapori e i profumi, si rivela ricco di sensazioni olfattive, dal gusto intenso e concentrato. Gran parte della sua complessità è dovuta agli estratti che il vino gli comunica durante la marinatura e la cottura. L'ideale sarebbe servire un Barolo della stessa età di quello utilizzato in cottura.
Altri vini per il “Brasato al Barolo”
Il brasato al Barolo, e più in generale il brasato al vino rosso, oltre ad armonizzare con il Barolo, trova buoni accompagnatori in altri vini rossi invecchiati. Tra questi, anche altri figli dell'uva nebbiolo, come i rossi Valtellina Superiore, e in particolare il vigoroso Inferno. Anche l'Amarone della Valpolicella accompagna con disinvoltura piatti impegnativi, così come il Chianti classico, il Brunello di Montalcino, il Taurasi, l'Aglianico del Vulture.

IL GRECHETTO CON...
Il Grechetto
è un vino adatto ad accompagnare svariate , preparazioni di pesce, Queste devono avere sapore discreto, ossia essere a base di pesci delicati, cucinati senza intingoli molto saporiti. Un piatto particolarmente adatto è la "Rana pescatrice con rucola". Il pesce, dopo una veloce rosolatura nell'olio che ne accentua il sapore, assorbe i gusti delicati del vino bianco e del brodo vegetale. La pescatrice, una volta pronta, condita con il proprio fondo di cottura, acquisisce un sapore estremamente piacevole e molto equilibrato. In sede di abbinamento, il piatto richiede innanzitutto un vino bianco; questo deve essere leggero e, al tempo stesso, morbido, più che fresco, così da bilanciare la componente acidula della portata (conferita dalla presenza del vino, fatto sfumare in cottura). Pertanto si consiglia il Colli Martani Grechetto, le cui caratteristiche organolettiche corrispondono a quelle del vino ideale.
Gli altri vini per la Rana pescatrice alla rucola
Con la rana pescatrice, oltre al Colli Martani Grechetto, si possono servire vini come: il piemontese Favorita delle Langhe, piacevolmente fruttato; il ligure Riviera Ligure di Ponente Vermentino, asciutto e delicatamente fruttato; il Pinot Grigio del Trentino bianco che offre profumi e sapidità; l'emiliano Pinot Bianco delle Terre Rosse, vino ben corredato di gusto e aromi; il toscano Val di Cornia Suvereto Bianco, snello e fruttato; sempre in Toscana, la Vernaccia di San Gimignano, servita giovane; il laziale Frascati che possiede aroma e sapore adeguti il pugliese Locorotondo, di sapore asciutto e delicato; il calabrese Melissa bianco, delicato e armonico; il sardo Vermentino di Sardegna, gradevolmente delicato, con fondo vagamente fruttato.

IL MONTEFALCO SAGRANTINO CON…
Il Montefalco Sagrantino, invecchiato qualche anno, si serve alla temperatura di 18°C (è spesso proposto a 20°C) per accompagnare i piatti più sapidi a base di carni rosse e di selvaggina, soprattutto da pelo. Si serve pertanto preferibilmente con piatti forti quali coda di bue stufata, muscolo di manzo stracotto, codone di manzo brasato, lepre in salmì, cinghiale arrosto, cervo in civet. Si può inoltre proporre con formaggi a pasta dura stravecchi. Il Montefalco Sagrantino passito viene per definizione associato alla pasticceria da forno, ma è pure un valido vino da meditazione, e accompagna felicemente anche i formaggi stravecchi leggermente piccanti.

 
ultimo aggiornamento 5 Febbraio, 2007 www.enotour.net ©