![]() |
|||
|
|||
Il clima nipponico è molto idoneo alla produzione dell'uva
anche se è estremamente variabile, con piogge frequenti che
grazie all'allevamento a tendone non danneggiano le colture. La superficie impiantata a vigna nel 1992 era di 26.000 ha, mentre la produzione di vino ha raggiunto i 577.000 hl. Il consumo di vino pro capite è stato nel 1985 di 10,47 per salire a 0,87 nel 1992. Il Giappone importa il vino principalmente dalla Francia e da altri paesi europei, in minima quantità dagli USA. Legislazione Il «Wine Labelling Council», tenutosi nel 1986, indipendentemente dalle associazioni volontarie di tutela del vino, ha stabilito queste nuove regole riguardanti la produzione del vino: 1) l'indicazione dell'origine: il vino deve contenere almeno il 50% di uve della provenienza indicata; 2) l'indicazione del vitigno: deve contenere almeno il 70% del vitigno menzionato; 3) annata: il 75% della stessa annata che figura sull'etichetta; 4) la restrizione riguardante l'utilizzo di certi termini come nei paesi occidentali (es.: «Premier Grand cru Classe», «Originai», «Beerenauslese», etc.) Per quanto riguarda l'etichetta, su di essa devono comparire: -il nome del prodotto -l'indirizzo del produttore o dell'importatore -gli additivi -il grado alcolico Principali zone viticole e relativi vitigni Nel Giappone possiamo riconoscere cinque principali zone vitivinicole: I vitigni Delaware, Koshu, Campbell Early e Muscat Bailey A., sono le varietà da vino più popolari. Tra gli altri vitigni meno diffusi citiamo tra i bianchi Riesling, Semillon, Muller-Thurgau, Red Millenium, e fra i rossi Cabernet Sauvignon e Merlot. |
|||
|
|
|||