|
|||
Fittà è un piccolo borgo del comune di Soave arroccato, quasi appeso alle vigne che scendono rapidamente verso Brognoligo, in un anfiteatro naturale che esprime già alla vista il dirompente carattere che può assumere un vino generalmente noto per la sua “soavità”. L’azienda è stata fondata alla fine del 1800 ma è stato con l’avvento dell’attuale discendente, Giovanni Tessari, che ha cominciato ad imbottigliare il vino ottenuto dai 10 ettari di proprietà. Oggi accanto a Giovanni operano con entusiasmo le tre giovani figlie, Arianna, Meri e Valentina, e Suavia si propone come una delle aziende più promettenti dell’intero comprensorio. L’uva utilizzata è solo la garganega, coltivata attorno a Fittà ad un’altezza di circa 300 m, in un clima fresco che rallenta naturalmente la maturazione del frutto, portando così alla vendemmia un’uva surmatura che pur non dotata di un patrimonio aromatico esasperato, risulta dotata di una complessa vitalità.Il resto lo fanno un sottosuolo di origine vulcanica ed una attenta vinificazione in legno, con un affinamento in barrique nuove e di primo passaggio per circa 10 mesi. Il colore è paglierino carico, con sfumature dorate, che introduce a profumi maturi di frutta gialla, con una bella nota vegetale che non è immaturità, bensì il carattere deciso e veemente della garganega. In bocca il vino si distende con decisione, pieno e ricco di agrumi canditi, spezie, risucendo ad essere potente e al tempo stesso gentile, proprio come vogliono il nome e la tradizione. Il finale, lungo e pulito, porta con se profumi minerali e di liquirizia che anticipano quello che sarà un radioso futuro. |
|
||
|
|||